Wildwood - I segreti del bosco proibito, la magia artigianale di Laika si fa grande avventura
Con *Wildwood - I segreti del bosco proibito*, Travis Knight accompagna il pubblico oltre i confini familiari di Portland e dentro un bosco che sembra custodire ogni meraviglia e ogni paura dell’infanzia. Prue, tredicenne tenace, si mette in cammino per salvare il fratellino Mac, rapito da uno stormo di corvi. Al suo fianco c’è Curtis, compagno di scuola trascinato in un viaggio più grande di entrambi. La premessa è quella di una missione di salvataggio; il film la trasforma in una fiaba d’avventura popolata da animali parlanti, fazioni rivali e luoghi che sembrano usciti da un libro illustrato.
Il primo richiamo è visivo. La stop motion di Laika dà al mondo una consistenza rara: il bosco è fitto, scuro e vivo, mentre la città conserva dettagli quotidiani che rendono credibile il salto verso il fantastico. Non è soltanto una questione di scenari: il movimento delle figure, le superfici e le espressioni hanno una presenza concreta, come se ogni elemento fosse stato costruito per essere toccato. Knight tiene insieme questa cura e un ritmo avventuroso, alternando momenti di inquietudine, slanci d’azione e pause più intime. La durata di 132 minuti si sente, e alcuni passaggi avrebbero potuto respirare di più, ma l’ampiezza del viaggio è anche parte del suo fascino.
Al centro c’è Prue, che non viene presentata come un’eroina già pronta a tutto. La sua determinazione nasce dall’affetto per il fratellino e si misura, passo dopo passo, con un mondo che non conosce. Peyton Elizabeth Lee le dà energia e sensibilità; Jacob Tremblay accompagna Curtis con una presenza più impacciata e brillante, utile a spezzare la tensione senza svuotarla. Anche Carey Mulligan e Mahershala Ali contribuiscono a dare peso agli incontri del bosco: le loro voci suggeriscono personalità e conflitti, senza ridurre i personaggi a semplici tappe della missione.
Sotto la fantasia, il film parla di coraggio, legami e appartenenza. Prue deve imparare che essere coraggiosi non significa non avere paura, ma scegliere di andare avanti per qualcuno. Il bosco, intanto, non è soltanto un luogo da conquistare: è un mondo fragile, segnato da contrasti, in cui convivono comunità diverse e interessi opposti. Questa dimensione dà spessore all’avventura, anche se la quantità di luoghi e personaggi può rendere la narrazione un po’ affollata.
Il risultato è un film generoso, capace di sorprendere tanto con la sua immaginazione quanto con la cura del lavoro artigianale. Ha l’ombra e qualche spavento delle fiabe più cupe, ma anche calore e slancio: può coinvolgere i ragazzi e offrire agli adulti il piacere di un mondo costruito con pazienza, dettaglio dopo dettaglio. Sul grande schermo, dove la foresta può distendersi in tutta la sua ampiezza, *Wildwood* invita a lasciarsi guidare dall’avventura e a ritrovare il gusto di perdersi, per un po’, in una storia fantastica.