RECENSIONE

Verity

Locandina di Verity

SCHEDA FILM

Verity

Anno

2026

Genere

MISTERO, THRILLER

Durata

117 min

Regia

Michael Showalter

Orari

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Cast

Dakota Johnson, Anne Hathaway, Josh Hartnett, Ismael Cruz Cordova, Brady Wagner

Trama

Tratto dal romanzo bestseller di Colleen Hoover, questo seducente thriller psicologico segue Lowen Ashleigh (Dakota Johnson), una scrittrice in difficoltà che si trasferisce nella remota tenuta dei Crawford per fare da ghostwriter alla celebre autrice Verity Crawford (Anne Hathaway). Dopo aver scoperto quelli che sembrano essere gli inquietanti appunti autobiografici di Verity, Lowen deve fare i conti con le torbide e distorte confessioni sul marito di lei, Jeremy (Josh Hartnett) — faticando a distinguere la finzione dalla realtà, la manipolazione dall'attrazione e l'opportunità dall'ossessione.

RECENSIONE

Verity, quando la verità diventa un gioco pericoloso

Una casa isolata, una scrittrice che non può parlare e pagine capaci di cambiare il senso di ogni cosa: Verity costruisce il suo fascino su un dubbio semplice e irresistibile. Lowen Ashleigh, interpretata da Dakota Johnson, arriva nella tenuta della celebre Verity Crawford per aiutarla a completare i suoi libri. Ma tra gli appunti dell’autrice trova confessioni che trasformano il lavoro in un’indagine e rendono sempre meno chiaro a chi credere.

Michael Showalter sceglie un tono da thriller gotico, fatto di spazi appartati, segreti e attrazioni che mettono a disagio. La casa diventa il centro di un’atmosfera sospesa: ogni documento sembra promettere una risposta, ma ne apre subito un’altra. Il film non punta soltanto sulla suspense; si diverte anche con gli eccessi melodrammatici e con il confine sottile tra ciò che si scrive e ciò che si vive. È una storia che invita a formulare ipotesi e a cambiarle strada facendo, senza chiedere di prenderla sempre sul serio.

Il cast sostiene bene questo gioco. Johnson dà a Lowen un’aria insieme vulnerabile e guardinga, adatta a una protagonista che cerca di capire la situazione mentre ne è sempre più coinvolta. Anne Hathaway, nei panni della scrittrice al centro del mistero, è la presenza più magnetica: anche quando resta in silenzio, il personaggio continua a occupare la scena e a far nascere domande. Josh Hartnett completa il triangolo con una recitazione misurata, mantenendo il marito Jeremy in una zona d’incertezza che alimenta i sospetti.

Il piacere del film sta soprattutto nella sua natura di intrattenimento senza troppe cerimonie: una vicenda oscura, sensuale e a tratti volutamente sopra le righe, che alterna inquietudine e divertimento. Fra i suoi temi ci sono la fiducia, il potere delle storie e il modo in cui una confessione può essere, allo stesso tempo, una rivelazione e una forma di manipolazione. Anche l’idea che chi racconta controlli la versione dei fatti aggiunge un piccolo brivido: qui la verità non è un punto d’arrivo, ma qualcosa che ogni personaggio prova a riscrivere.

Qualche passaggio può sembrare tirato e il film insiste su alcune svolte più del necessario; è il limite di un thriller che ama i colpi di scena e non sempre trova la misura migliore. Ma la curiosità resta viva, gli interpreti danno corpo ai sospetti e Showalter mantiene il racconto abbastanza agile da far venir voglia di scoprire che cosa si nasconde dietro le pagine di Verity. Per una serata al cinema all’insegna del mistero, delle ambiguità e di un pizzico di melodramma, è una scelta godibile: meglio arrivarci senza cercare di indovinare tutto in anticipo.

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