Va’ Sentiero: un’Italia intera, un passo alla volta
Settemilaottocentoottantasette chilometri possono sembrare una distanza impossibile da immaginare. Va’ Sentiero la trasforma in un viaggio concreto: una spedizione di tre anni lungo le montagne italiane, dalle Alpi agli Appennini e alle isole, raccontata attraverso chi ha scelto di mettersi in cammino. Ma il film diretto da Andrea Buonopane ed Emanuele Mercurio non si limita a celebrare un’impresa fuori misura. La sua meta più interessante è l’Italia che affiora lungo il percorso: fatta di paesaggi, paesi e persone spesso lontani dai racconti più consueti.
La regia trova il suo equilibrio nell’intreccio fra il respiro del viaggio e la dimensione personale dei camminatori. Le montagne non sono soltanto uno spettacolo da ammirare: diventano il filo che unisce territori diversi e introduce alle comunità che li abitano. La voce narrante accompagna questo percorso senza trasformarlo in una lezione; il racconto lascia spazio tanto alla meraviglia quanto alle difficoltà, agli imprevisti e ai cambi di programma che hanno segnato la spedizione. Anche la lunga durata del cammino, attraversato da una pausa imposta dalla pandemia, aiuta a percepire il tempo necessario perché un’avventura cambi chi la vive.
Il cuore del documentario sono proprio i componenti del gruppo. Invece di restare figure indistinte sullo sfondo di panorami spettacolari, emergono come persone che guardano oggi, con maggiore consapevolezza, ai sogni e alle ingenuità di quando erano partite. Questo sguardo rende il film più vicino: il cammino non è soltanto una prova fisica, ma una ricerca di direzione, un’occasione per conoscersi e imparare a stare insieme. Le interpretazioni, affidate ai partecipanti alla spedizione, hanno la naturalezza di chi porta sullo schermo un’esperienza realmente condivisa; il passare degli anni aggiunge al racconto una nota di tenerezza, senza cancellarne la fatica.
Attorno a loro prende forma un ritratto ricco e non idealizzato delle Terre Alte. La bellezza dei paesaggi convive con problemi concreti come l’isolamento, lo spopolamento e la fragilità ambientale. Il film, però, non si ferma alla denuncia: ascolta anche chi resiste, torna o prova a immaginare nuove possibilità per il proprio territorio. È qui che Va’ Sentiero trova un interesse che va oltre gli appassionati di montagna. Non serve essere escursionisti per lasciarsi coinvolgere: la domanda su come abitiamo i luoghi e su che cosa significhi sentirsi parte di una comunità riguarda tutti.
La vastità dell’impresa comporta inevitabilmente una scelta: in cento minuti non ogni tappa o incontro può avere lo stesso spazio. Qualche passaggio può dare l’impressione di scorrere in fretta, soprattutto a chi vorrebbe fermarsi più a lungo sui singoli luoghi. Ma questa sintesi mantiene il racconto in movimento e restituisce la misura collettiva dell’avventura, senza ridurla a un semplice catalogo di vedute.
Caloroso e coinvolgente, Va’ Sentiero invita a rallentare e a guardare con più attenzione il Paese che attraversa. Sul grande schermo, il paesaggio acquista un respiro che accompagna bene la storia umana al centro del film; all’uscita resta la voglia di conoscere quelle strade, ma anche di ascoltare chi le chiama casa. Una proposta documentaria accessibile e sincera, capace di parlare tanto di montagna quanto di cambiamento, amicizia e ricerca di una direzione.