RECENSIONE

Va' Sentiero

Locandina di Va' Sentiero

SCHEDA FILM

Va' Sentiero

Anno

2026

Genere

FILM DOCUMENTARIO

Durata

100 min

Regia

Emanuele Mercurio, Andrea Buonopane

Orari

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Cast

Yuri Basilicò, Sara Furlanetto, Giacomo Riccobono, Francesco Sabatini, Andrea Buonopane, Giovanni Tieppo, Martina Stanga e Diego Marmi

Trama

Il documentario che ti farà riscoprire l’Italia camminando. 7.887 chilometri. 20 regioni. Tre anni di viaggio. Una delle più grandi avventure mai realizzate sulle montagne italiane. Dopo aver emozionato migliaia di persone con una spedizione senza precedenti, arriva finalmente al cinema Va’ Sentiero, il documentario che racconta il trekking più lungo del mondo attraverso lo sguardo di una generazione che ha scelto di rallentare, mettersi in cammino e riscoprire il volto più autentico del nostro Paese.

RECENSIONE

Va’ Sentiero: un’Italia intera, un passo alla volta

Settemilaottocentoottantasette chilometri possono sembrare una distanza impossibile da immaginare. Va’ Sentiero la trasforma in un viaggio concreto: una spedizione di tre anni lungo le montagne italiane, dalle Alpi agli Appennini e alle isole, raccontata attraverso chi ha scelto di mettersi in cammino. Ma il film diretto da Andrea Buonopane ed Emanuele Mercurio non si limita a celebrare un’impresa fuori misura. La sua meta più interessante è l’Italia che affiora lungo il percorso: fatta di paesaggi, paesi e persone spesso lontani dai racconti più consueti.

La regia trova il suo equilibrio nell’intreccio fra il respiro del viaggio e la dimensione personale dei camminatori. Le montagne non sono soltanto uno spettacolo da ammirare: diventano il filo che unisce territori diversi e introduce alle comunità che li abitano. La voce narrante accompagna questo percorso senza trasformarlo in una lezione; il racconto lascia spazio tanto alla meraviglia quanto alle difficoltà, agli imprevisti e ai cambi di programma che hanno segnato la spedizione. Anche la lunga durata del cammino, attraversato da una pausa imposta dalla pandemia, aiuta a percepire il tempo necessario perché un’avventura cambi chi la vive.

Il cuore del documentario sono proprio i componenti del gruppo. Invece di restare figure indistinte sullo sfondo di panorami spettacolari, emergono come persone che guardano oggi, con maggiore consapevolezza, ai sogni e alle ingenuità di quando erano partite. Questo sguardo rende il film più vicino: il cammino non è soltanto una prova fisica, ma una ricerca di direzione, un’occasione per conoscersi e imparare a stare insieme. Le interpretazioni, affidate ai partecipanti alla spedizione, hanno la naturalezza di chi porta sullo schermo un’esperienza realmente condivisa; il passare degli anni aggiunge al racconto una nota di tenerezza, senza cancellarne la fatica.

Attorno a loro prende forma un ritratto ricco e non idealizzato delle Terre Alte. La bellezza dei paesaggi convive con problemi concreti come l’isolamento, lo spopolamento e la fragilità ambientale. Il film, però, non si ferma alla denuncia: ascolta anche chi resiste, torna o prova a immaginare nuove possibilità per il proprio territorio. È qui che Va’ Sentiero trova un interesse che va oltre gli appassionati di montagna. Non serve essere escursionisti per lasciarsi coinvolgere: la domanda su come abitiamo i luoghi e su che cosa significhi sentirsi parte di una comunità riguarda tutti.

La vastità dell’impresa comporta inevitabilmente una scelta: in cento minuti non ogni tappa o incontro può avere lo stesso spazio. Qualche passaggio può dare l’impressione di scorrere in fretta, soprattutto a chi vorrebbe fermarsi più a lungo sui singoli luoghi. Ma questa sintesi mantiene il racconto in movimento e restituisce la misura collettiva dell’avventura, senza ridurla a un semplice catalogo di vedute.

Caloroso e coinvolgente, Va’ Sentiero invita a rallentare e a guardare con più attenzione il Paese che attraversa. Sul grande schermo, il paesaggio acquista un respiro che accompagna bene la storia umana al centro del film; all’uscita resta la voglia di conoscere quelle strade, ma anche di ascoltare chi le chiama casa. Una proposta documentaria accessibile e sincera, capace di parlare tanto di montagna quanto di cambiamento, amicizia e ricerca di una direzione.

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