RECENSIONE

SHAUN, VITA DA PECORA

Locandina di SHAUN, VITA DA PECORA

SCHEDA FILM

SHAUN, VITA DA PECORA

Anno

2015

Genere

ANIMAZIONE

Durata

95 min

Regia

Mark Burton

Orari

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Cast

Andy Nyman, Nick Park, Justin Fletcher, John Sparkes

Trama

La vita della fattoria sta iniziando a diventare noiosa. Giorno dopo giorno, il Fattore dice a Shaun quel che deve fare; così, Shaun architetta un piano per prendersi un giorno libero: ma si deve stare attenti a quel che si desidera! Insieme al gregge, elabora un'idea geniale: una dopo l'altra, le pecore saltano la staccionata così che il Fattore, contandole, si appisoli. Dopodiché, muovendosi silenziosamente, lo portano in una vecchia roulotte parcheggiata in un angolo del campo ricreando tutte le condizioni tipiche della notte. Quando Bitzer le scopre, ormai la frittata è fatta; cercano quindi di riportare il Fattore fuori dalla roulotte che, a quel punto, inizia a muoversi dirigendosi precipitosamente verso la strada, con il Fattore avvolto in un sonno profondo ancora al suo interno. Bitzer si scaglia all'inseguimento della roulotte, che punta dritta verso la Grande Città. Shaun e il gregge rimangono alla fattoria, ma il caos prende il sopravvento: Bitzer e il Fattore non si vedono più. A quel punto, decidono di lanciarsi alla ricerca dei due per porre rimedio al problema che hanno creato. Shaun ritroverà il Fattore prima che se ne perdano le tracce per sempre?

RECENSIONE

SHAUN, VITA DA PECORA: il piacere semplice di una grande avventura

Niente parole, eppure Shaun ha parecchio da dire. Il film del 2015 diretto da Mark Burton porta al cinema il piccolo eroe di Aardman con una storia che parte da un desiderio comprensibile — spezzare la monotonia della fattoria — e si trasforma in una ricerca piena di imprevisti. Il divertimento nasce soprattutto da come gli animali affrontano guai molto più grandi di loro, con ingegno, spirito di squadra e una buona dose di confusione.

La scelta di raccontare quasi tutto attraverso gesti, espressioni, versi e musica è uno dei punti di forza. Non serve seguire dialoghi o spiegazioni: basta guardare Shaun, Bitzer e il gregge per capire che cosa pensano e come reagiscono. La comicità è visiva e immediata, ma non sciatta: gag e piccoli dettagli sono costruiti con cura, e spesso una trovata sullo sfondo vale quanto l’azione principale. Il ritmo resta vivace senza diventare frenetico, così anche i più piccoli possono seguire la vicenda mentre gli adulti colgono giochi e ironie più sottili.

La regia di Burton sfrutta bene il fascino concreto dell’animazione in stop motion. I personaggi sembrano avere peso e consistenza; le loro facce, semplici ma molto espressive, fanno gran parte del lavoro. Shaun è un protagonista intraprendente e affettuoso, mentre il cane Bitzer e il Fattore aggiungono alla storia un lato tenero: dietro gli scherzi e gli equivoci c’è un legame che il gruppo finisce per capire meglio proprio quando si allontana dalla routine. Le interpretazioni vocali, affidate a suoni e brevi vocalizzi più che a battute, accompagnano con precisione questa recitazione fatta di movimenti e sguardi.

Anche il passaggio dalla campagna alla città dà energia al racconto. Il contrasto tra la vita ordinata della fattoria e un ambiente affollato e imprevedibile apre la strada a nuove occasioni comiche, senza perdere il calore domestico che rende simpatici questi personaggi. Sotto la caccia al Fattore si riconosce un’idea semplice ma efficace: desiderare una pausa è naturale, ma le persone e gli animali a cui siamo legati contano più di quanto ammettiamo quando tutto procede secondo abitudine.

Il film non cerca una trama complessa né cambia molto le regole del suo mondo; chi preferisce storie ricche di dialoghi o di sorprese narrative potrebbe trovarlo essenziale. Ma la semplicità è anche parte del suo carattere: la storia si capisce al volo, lascia spazio alla comicità e procede con una leggerezza rara. È una scelta felice per una visione in famiglia, ma non soltanto per i bambini: Shaun, Vita da Pecora offre umorismo gentile, inventiva artigianale e un finale di viaggio che invita a godersi il film sul grande schermo.