Un’estate da brivido, servita con una dose di ironia
In una cittadina di villeggiatura baciata dal sole, il furgoncino dei gelati dovrebbe annunciare una pausa felice. In *Ice Cream Man*, invece, il suo arrivo basta a incrinare l’idillio: i dolci del venditore hanno effetti inquietanti sui bambini e trasformano la commedia estiva in un horror sfacciato, costruito sul contrasto tra colori allegri e violenza. Eli Roth conosce bene questo terreno e torna a giocare con il gusto per l’eccesso, senza cercare di rendere il film più serio o raffinato di quanto voglia essere.
La trovata di partenza ha un’irriverenza immediata: un piacere innocuo e familiare diventa il motore di una ribellione contro il mondo degli adulti. Roth guarda ai racconti horror d’altri tempi e al cinema di serie B, mescolando brividi e umorismo nero. La regia punta soprattutto sull’impatto e sulla sorpresa, con una fantasia sanguinolenta che farà la felicità di chi apprezza gli effetti estremi e le situazioni volutamente sopra le righe. L’atmosfera luminosa della località estiva rende il contrasto ancora più efficace: qui l’orrore non arriva da un luogo oscuro e remoto, ma si insinua nel paesaggio ordinario delle vacanze.
Ari Millen dà al venditore una presenza muta e sorridente, tanto rassicurante in apparenza quanto difficile da decifrare; il suo furgone diventa un’immagine semplice ma memorabile. Attorno a lui, Charlie Zeltzer e Kiori Mirza Waldman portano il film dalla parte dei giovani protagonisti che cercano di opporsi al caos. La loro energia aiuta a mantenere un filo di partecipazione emotiva mentre la storia si diverte a spingere sempre più in là la propria premessa.
Il film non nasconde il piacere infantile della provocazione: l’idea che i bambini, stanchi delle regole e delle imposizioni degli adulti, possano diventare una minaccia è insieme comica e scomoda. Ma Roth preferisce la beffa e il colpo d’effetto a un’esplorazione più profonda di questo spunto. Quando le spiegazioni prendono spazio, la narrazione perde un po’ della sua leggerezza; inoltre, l’accumulo di trovate sanguinose può risultare ripetitivo per chi cerca soprattutto suspense o personaggi complessi.
Per il pubblico giusto, però, questa esagerazione è parte del divertimento. *Ice Cream Man* offre un horror estivo rumoroso, colorato e consapevolmente di cattivo gusto, pensato per chi vuole ridere, sobbalzare e magari distogliere lo sguardo per un istante. Non è un film che punta sulla paura sottile, ma sulla festa scomposta e sull’energia del cinema di genere senza freni. Se l’idea di una vacanza minacciata da un gelataio sinistro vi strappa un sorriso, è un appuntamento da considerare sul grande schermo, meglio ancora in compagnia di amici pronti a reggere il colpo.