RECENSIONE

Frankie e le creature dimenticate

Locandina di Frankie e le creature dimenticate

SCHEDA FILM

Frankie e le creature dimenticate

Anno

2025

Genere

ANIMAZIONE, AVVENTURA, COMMEDIA, FAMIGLIA

Durata

92 min

Regia

Steve Hudson

Orari

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Cast

Alison Steadman, Asa Butterfield, Fern Brady, Joel Fry, Rob Brydon

Trama

Tratto dal primo capitolo del fortunato best-seller, il film d’animazione scritto e diretto da Steve Hudson sarà in concorso al prossimo Giffoni Film Festival. Frankie e le Creature Dimenticate è una rivisitazione originale e ironica del mito di Frankenstein, che infonde luce e colore nelle atmosfere dark tipiche dell’horror. Affrontando temi importanti ed universali come l’accettazione, l’amicizia e la ricerca d’identità, Frankie e le Creature Dimenticate offre un’esperienza visiva unica e coinvolgente per un pubblico di tutte le età.

RECENSIONE

Frankie e le creature dimenticate, una fiaba gotica che sa parlare al cuore

Nel castello-laboratorio del professor Erasmus, dove prendono vita creature bizzarre e subito dimenticate, Frankie ha imparato a occuparsi degli altri. È premuroso, affidabile e un po’ solo: quando un circo itinerante gli promette attenzione e applausi, l’idea di essere finalmente notato si fa difficile da ignorare. Da questo desiderio semplice e riconoscibile prende avvio Frankie e le creature dimenticate, film d’animazione del 2025 diretto da Steve Hudson e ispirato ai libri di Guy Bass.

Hudson costruisce una fiaba dall’aspetto gotico ma dal cuore gentile. Il castello e il suo laboratorio hanno un fascino un po’ inquietante, mentre il circo introduce colori e movimento: il contrasto dà al racconto un’identità visiva vivace, senza renderlo troppo cupo per i più piccoli. Anche le creature, assemblate in forme imprevedibili, sono parte del piacere del film. Il loro aspetto può sorprendere, ma il modo in cui si comportano le rende subito vicine e simpatiche.

La regia trova il tono migliore nel passaggio continuo tra il buffo e il tenero. Le gag legate ai corpi strampalati dei mostri alleggeriscono l’avventura, mentre la malinconia di Frankie dà sostanza alla storia. Non c’è bisogno di grandi discorsi per capire che cosa gli manca: vuole sentirsi importante per qualcuno, non soltanto essere utile. È un sentimento che i bambini possono riconoscere con facilità e che gli adulti possono leggere con altrettanta partecipazione.

Il film usa il richiamo a Frankenstein per rovesciare, con leggerezza, l’idea che l’aspetto insolito sia un segno di pericolo. La paura nasce anche dai pregiudizi: gli abitanti del villaggio temono ciò che non conoscono, mentre le creature cercano un posto in cui non debbano nascondersi. E il circo mette in luce un’altra distinzione importante: essere guardati e applauditi non significa per forza essere accolti. Sono temi familiari, ma raccontati con misura e senza trasformare l’avventura in una lezione.

La storia segue una strada abbastanza prevedibile e non sempre sfrutta fino in fondo la fantasia del suo mondo. È il limite più evidente, ma non cancella la cura dell’atmosfera né la simpatia dei personaggi. Le interpretazioni vocali del cast, che comprende Asa Butterfield, Alison Steadman, Joel Fry e Rob Brydon, accompagnano questo insieme di caratteri eccentrici con energia e calore.

Frankie e le creature dimenticate non punta a reinventare il cinema d’animazione: preferisce offrire una fiaba accessibile, con humor, un pizzico di malinconia e un messaggio sincero sull’amicizia e sull’accettazione. Per una serata al cinema in famiglia, è una proposta piacevole: abbastanza bizzarra da incuriosire i bambini, abbastanza umana da lasciare agli adulti qualcosa su cui sorridere e riflettere.

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