RECENSIONE

Caro mondo crudele

Locandina di Caro mondo crudele

SCHEDA FILM

Caro mondo crudele

Anno

2026

Genere

DRAMMA

Durata

105 min

Regia

Niccolò Falsetti

Orari

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Cast

Aurora Malianni, Tara Trocchia, Francesco Turbanti, Petra Valentini, Guglielmo Favilla

Trama

Albinia, fine anni ’90. Giovanna, una dodicenne dalla fantasia straordinaria, non si capacita di come Mirko, suo unico e migliore amico, sia potuto sparire nel nulla, lasciandola da sola fra le vessazioni dei bulli della scuola. Ha così inizio la sua avventura alla ricerca della verità. Fra un mondo di adulti che appare sempre più distante, ed il nascere di nuove e inaspettate amicizie, Giovanna si ritroverà a dover fare i conti con la realtà, segnando il suo ingresso in questo caro mondo crudele.

RECENSIONE

Caro mondo crudele, crescere tra il gioco e il dolore

Ad Albinia, alla fine degli anni Novanta, Giovanna ha dodici anni, una fantasia che corre più veloce degli adulti e un solo amico: Mirko. Quando lui scompare, la ragazza si mette in cerca di risposte, ma il film di Niccolò Falsetti non si limita a costruire un mistero. Usa quel viaggio per raccontare il passaggio difficile dall’infanzia a un’età in cui le cose non si possono più aggiustare soltanto immaginandole.

Il pregio maggiore di Caro mondo crudele è il modo in cui fa convivere registri diversi. La provincia ha l’aria di un posto piccolo, dove la scuola e i rapporti tra ragazzi sembrano occupare tutto il mondo; eppure il racconto non si chiude nella nostalgia. L’ironia è ruvida, a tratti impertinente, mentre sotto affiora una malinconia sincera. Falsetti lascia che Giovanna sia impacciata, ostinata e persino difficile da avvicinare: proprio così la protagonista evita di diventare una figura da manuale e conserva qualcosa di vero.

Anche l’immaginazione ha un ruolo concreto, non decorativo. Le incursioni animate legate ai ricordi e al mondo interiore di Giovanna accostano il linguaggio dei cartoni alla vita quotidiana, traducendo in immagini sentimenti che una ragazzina fatica a dire. Insieme al sapore analogico di quell’epoca, questa scelta dà al film una forma riconoscibile e accompagna con naturalezza il tema della perdita. Non è soltanto un omaggio agli anni Novanta: è il modo in cui la protagonista prova a dare un senso a ciò che le succede.

Aurora Malianni porta sulle spalle il racconto con un’interpretazione che, nella sua energia e nelle sue asperità, si accorda alla Giovanna scritta da Falsetti. Intorno a lei, l’incontro con ragazzi inizialmente lontani apre la strada a legami inattesi, senza trasformare la storia in una favola rassicurante. Gli adulti restano spesso incapaci di capire davvero quello che i più giovani stanno attraversando; il film, però, non li riduce a semplici antagonisti, e guarda con partecipazione alle distanze che separano le generazioni.

Il passaggio dalla commedia al dramma non è sempre perfettamente uniforme: qualche cambio di tono può dare al racconto un andamento irregolare. Ma questa vivacità disordinata fa parte anche del suo carattere, e non cancella la sincerità con cui affronta temi pesanti senza togliere spazio alla vitalità adolescenziale. Caro mondo crudele parla di lutto, bullismo e amicizia, ma soprattutto del momento in cui l’immaginazione aiuta a trovare riparo e, poi, a fare i conti con la realtà.

È un film tenero e graffiante, attraversato da un’energia insolita e da un’affezione autentica per i suoi personaggi. Per chi cerca al cinema una storia di crescita capace di far sorridere e commuovere senza offrire soluzioni facili, vale la pena lasciarsi accompagnare da Giovanna nel suo piccolo, vasto mondo.