RECENSIONE

Cambogia

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SCHEDA FILM

Cambogia

Trama

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RECENSIONE

Cambogia, il gioco delle parti che fa ridere e lascia il segno

Che cosa succede quando un attore si ritrova nel mondo violento della serie che interpreta, mentre il suo personaggio prende il suo posto nella vita reale? Da questo scambio surreale parte Cambogia, esordio alla regia cinematografica di Valerio Lundini: una commedia che usa il gioco tra realtà e finzione per prendere in giro sia le storie criminali televisive sia le piccole vanità del mondo dello spettacolo.

Lundini costruisce il film attorno a due versioni dello stesso interprete: Valerio De Nicolais, attore abituato a privilegi e attenzioni, e Tramezzino, lo scagnozzo malavitoso che porta sullo schermo. Il contrasto offre alla comicità un terreno fertile: ciascuno deve imparare a muoversi in un ambiente che non gli appartiene, e il loro spaesamento diventa il motore di situazioni assurde e di battute che giocano con i luoghi comuni delle serie crime. L’umorismo è irriverente, ma non si limita alla parodia: dietro la risata affiora una domanda curiosa, quella su che cosa provino i personaggi quando la storia decide per loro.

Per un’opera prima, Lundini mostra una buona sicurezza nel tenere insieme i due mondi e nel farli comunicare. Il racconto procede con energia e trova un’idea visiva e narrativa semplice da seguire, anche quando la fantasia prende il sopravvento. La sua comicità, asciutta e volutamente spiazzante, si adatta bene al doppio ruolo: da una parte il distacco dell’attore, dall’altra l’impeto del personaggio. Il piacere del film sta anche in questo continuo cambio di prospettiva, che trasforma i meccanismi della fiction in una fonte di sorpresa.

Intorno a Lundini, il cast dà colore alla storia senza sottrarle il centro. Benedetta Porcaroli porta calore e tenerezza nel personaggio di Luana; Sonia Bergamasco, Giorgio Montanini, Gabriel Montesi e gli altri interpreti contribuiscono a un insieme vivace, capace di passare dal grottesco al più schietto umorismo romano. L’atmosfera alterna il mondo ordinato e privilegiato dell’attore a quello cupo e sopra le righe della serie: due ambienti diversi, entrambi esagerati, che rendono più evidente il bersaglio satirico.

Il film non mantiene sempre la stessa brillantezza: nella parte centrale alcune idee tornano più volte e il ritmo rallenta. Ma la trovata di partenza è abbastanza ricca da sostenere il viaggio, e la commedia trova una conclusione che dà senso al suo gioco senza rinunciare alla leggerezza. Cambogia è una proposta insolita e accessibile, adatta a chi cerca una risata originale e a chi ama le storie che scompigliano i confini tra chi recita e chi viene raccontato. Al cinema, il suo doppio mondo e il cast corale possono regalare una serata divertente, con qualche pensiero in più che resta anche dopo le battute.