RECENSIONE

Calle Malaga

Locandina di Calle Malaga

SCHEDA FILM

Calle Malaga

Anno

2026

Genere

DRAMMA

Durata

116 min

Regia

Maryam Touzani

Orari

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Cast

Carmen Maura, Marta Etura, Ahmed Boulane, Miguel Garcés, María Alfonsa Rosso

Trama

Maria Angeles è una donna spagnola che vive da sola a Tangeri. Sua figlia Clara arriva da Madrid per vendere l'appartamento in cui ha sempre vissuto. Maria Angeles fa di tutto per mantenere la sua casa. Lungo il percorso, e contro ogni previsione, riscopre l'amore e il desiderio.

RECENSIONE

Calle Malaga, la casa come radice e la vita che ricomincia

In Calle Malaga, Maryam Touzani parte da una domanda semplice e concreta: che cosa resta di una vita quando qualcuno decide di spostare la casa in cui è cresciuta? Maria Angeles, spagnola trapiantata a Tangeri, ama il suo appartamento e la comunità che le sta intorno. L’arrivo della figlia Clara, intenzionata a venderlo, incrina un equilibrio costruito negli anni. Ma il film non riduce il conflitto a una battaglia tra una madre coraggiosa e una figlia insensibile: lascia spazio alle ragioni e alle difficoltà di entrambe, e trova qui una misura umana convincente.

Touzani racconta la vicenda con delicatezza e senza fretta. La casa non è soltanto il bene conteso: custodisce abitudini, affetti e ricordi, e la regia la tratta come una presenza essenziale, legata alla storia di Maria Angeles quanto le persone che la abitano. Anche Tangeri conta davvero: è una città attraversata da culture diverse, e il film la osserva attraverso i legami quotidiani della protagonista, senza trasformarla in un semplice sfondo esotico. Ne nasce un’atmosfera calda, intima, che accoglie momenti di leggerezza senza cancellare la preoccupazione per il futuro.

Il centro emotivo è Carmen Maura. La sua Maria Angeles non è una figura fragile da proteggere a ogni costo, né una ribelle senza esitazioni: è una donna fiera, piena di desideri e capace di trovare risorse quando le cose cambiano. Maura le dà forza con una recitazione misurata, affidata agli sguardi, alla postura e ai gesti, e rende credibile la sua voglia di restare padrona della propria vita. Accanto a lei, Marta Etura contribuisce a tenere aperto il rapporto madre-figlia: l’affetto non elimina le incomprensioni, e proprio per questo il loro confronto risulta più autentico. Ahmed Boulane aggiunge una nota gentile alla storia, senza sottrarle il suo centro.

Il film parla di invecchiamento, indipendenza e diritto al desiderio, ma lo fa con parole semplici e senza presentare la vecchiaia come una parentesi in cui la vita è già finita. Maria Angeles vuole difendere la propria casa, ma anche continuare a scegliere, incontrare gli altri e immaginare un domani. È un’idea luminosa, sostenuta da una protagonista che non chiede pietà: chiede di essere ascoltata.

Qualche passaggio può sembrare un po’ troppo accomodante, e il contrasto tra madre e figlia avrebbe potuto essere approfondito di più. Sono limiti contenuti in un racconto che punta soprattutto sulla tenerezza e sulla vicinanza ai personaggi. Calle Malaga è una proposta consigliabile a chi cerca un dramma accessibile, capace di commuovere senza appesantire e di lasciare addosso una sensazione di speranza. Al cinema, la sua storia invita a guardare con più attenzione alle case che chiamiamo nostre e alle vite che continuano a fiorire al loro interno.