RECENSIONE

Alberi erranti

Locandina di Alberi erranti

SCHEDA FILM

Alberi erranti

Anno

2026

Genere

DRAMMA

Durata

180 min

Regia

Salvatore Mereu

Orari

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Cast

Edoardo Raiola, Giulia Maenza, Lorenzo Richelmy, Lupo Barbiero, Romeo Alexander Perrone

Trama

Piero Arca e suo figlio Giuliano vivono soli, ai margini della città, in una fattoria piena di animali feriti che raccolgono e curano. I Nonne, notabili del luogo, vogliono cacciarli perché vivono come vagabondi e perché mal sopportano che Emilio, il piccolo di casa, coltivi un’amicizia indecorosa proprio con Giuliano. Durante una nevicata, Piero scompare e gli animali vengono uccisi. Giuliano non ha altra scelta che mettersi alla ricerca del padre. Durante il suo viaggio, incontra Maddalena, che vive a sua volta con suo padre, il notaio Branca. Per entrambi è amore a prima vista anche se Maddalena è legata ai Nonne. Forse Giuliano sa come metterla in salvo. Vi è un luogo dove potrebbero nascondersi che Piero gli ha fatto conoscere fin da piccolo. Un luogo abitato da una piccola comunità di rifugiati…

RECENSIONE

Una fiaba ruvida che cerca un posto per chi non si adegua

In “Alberi erranti”, Salvatore Mereu costruisce una storia che ha il passo di una fiaba e, insieme, il peso concreto delle ingiustizie. Piero e Giuliano Arca vivono ai margini della città, in una fattoria dove accolgono e curano gli animali feriti. Il loro modo di stare al mondo entra in conflitto con quello dei Nonne, famiglia influente che non tollera la diversità e pretende obbedienza. Quando Giuliano si mette in cammino, la sua ricerca del padre si intreccia con l’incontro con Maddalena e con il desiderio di trovare un luogo in cui vivere senza paura.

Mereu non cerca una Sardegna da cartolina. Il paesaggio accompagna i personaggi e dà forma ai loro sentimenti: la fattoria è un rifugio imperfetto ma vivo, mentre i boschi aprono uno spazio di possibilità, lontano dalle regole imposte dagli adulti. Ne nasce un racconto sospeso tra realismo e immaginazione, capace di passare dalla tenerezza alla durezza senza dimenticare il legame con la terra e con gli animali. La regia lascia respirare i luoghi e le relazioni, scegliendo un andamento ampio, che invita a entrare con calma nel mondo del film.

Al centro c’è un tema semplice e universale: quanto costa restare fedeli a sé stessi quando chi comanda considera ogni differenza una minaccia? Il contrasto tra la famiglia Arca e i Nonne rende visibile questa domanda, ma il film non si ferma alla denuncia. Si interessa anche ai legami che proteggono e a quelli che imprigionano, al passaggio dall’infanzia all’età adulta e alla possibilità di trovare una comunità fuori dalle gerarchie consuete. Il sentimento tra Giuliano e Maddalena aggiunge una nota romantica, ingenua nel senso più generoso del termine, che si accorda con il tono fiabesco della vicenda.

Il cast sostiene bene questa doppia anima. Romeo Perrone dà a Giuliano un’intensità raccolta, mentre Giulia Maenza rende Maddalena una presenza sensibile, non soltanto l’oggetto di una contesa. Lorenzo Richelmy contribuisce al volto più minaccioso del mondo dei Nonne; Alessandro Haber, nel ruolo di Piero, porta invece calore e una stravaganza affettuosa. Sono interpretazioni che aiutano il film a restare vicino ai personaggi anche quando la storia si allontana dal quotidiano.

Tre ore sono una durata impegnativa, e alcuni passaggi possono sembrare semplici o procedere più lentamente del necessario. Ma la calma è anche parte della scelta di Mereu: permette alla storia di allargarsi, di lasciare spazio ai paesaggi e alle emozioni, senza trasformarsi in una corsa verso la conclusione. “Alberi erranti” non punta sulla sorpresa a ogni svolta, ma sull’atmosfera e sulla forza del suo mondo. Per chi ama il cinema italiano d’autore capace di unire racconto popolare, poesia e una vena aspra, è un viaggio da fare in sala: il grande schermo dà respiro ai luoghi e accompagna meglio il suo tempo largo.